Il Festival della danza di Parenzo si svolge dal 26 al 30 aprile 2026.
Il Porečki Plesni FestiVAL è concepito come una piattaforma per la presentazione di opere di danza contemporanea, per l’educazione attraverso laboratori e per l’esplorazione del rapporto tra danza, spazio e comunità. Riunisce un pubblico ampio – dai più giovani agli adulti, includendo anche artisti professionisti – e promuove attivamente la partecipazione dei cittadini alla vita culturale della città. In occasione della Giornata Internazionale della Danza, Parenzo diventa un luogo d’incontro tra artisti e pubblico, uno spazio di scambio di idee e una piattaforma per la ricerca sulle pratiche performative contemporanee.
26.4. DOMENICA
17:00 – Laboratorio di danza contemporanea per giovani Meet YAC (Piccola sala dell’Università Popolare Aperta di Parenzo)
Conduttore: Michele Pastorini (Yellowbiz Art Collective)
Laboratorio chiuso al pubblico
27.4. LUNEDÌ
19:00 – WHAT YOU SEE OR NOT (Sala teatrale dell’Università Popolare Aperta di Parenzo)
Yellowbiz Art Collective
28.4. MARTEDÌ
11:00 – KOLOPLET, spettacolo per bambini (Sala teatrale dell’Università Popolare Aperta di Parenzo)
Associazione di danza contemporanea Axis
17:00 – Laboratorio di danza contemporanea per bambini Igroples (Piccola sala dell’Università Popolare Aperta di Parenzo)
Conduttrici: Korana Stojsavljević, Katija Kaplan
Laboratorio chiuso al pubblico
29.4. MERCOLEDÌ
17:00 – BAZEN (Piazza della Libertà)
Organizzazione artistica Škvadra
18:15 – USB, esibizione dell’associazione di danza di Parenzo (Piazza della Libertà)
19:30 – Proiezione del film Bijelo – The way I want to remember e incontro con l’autrice (Sala teatrale dell’Università Popolare Aperta di Parenzo)
Autrice e regista: Alexandra Madsen
Produzione: MASADANCECOMPANY
Ingresso libero
30.4. GIOVEDÌ
17:00 – MOT 08, esibizione dell’associazione di danza di Parenzo (Piazza della Libertà)
Programma di danza in occasione della Giornata della Danza e della Giornata della città
18:00 – Scuola d’arte di Parenzo, esibizione dell’associazione di danza (Terrazza del Roxy bar)
Programma di danza in occasione della Giornata della Danza e della Giornata della città

Il Porečki plesni festi/VAL riflette sulla danza come spazio d’incontro: tra il corpo e la città, tra lo spettatore e l’interprete, tra l’esperienza e l’interpretazione. Collocato nel periodo delle celebrazioni della Giornata Internazionale della Danza, il festival non celebra la danza come forma chiusa, ma come sistema aperto di relazioni – un medium che si trasforma continuamente attraverso il contesto in cui nasce e viene presentato.
Il programma del festival si sviluppa lungo tre direttrici: il corpo come esperienza, lo spazio come partner e il pubblico come partecipante attivo. Attraverso spettacoli, laboratori, proiezioni cinematografiche e format discorsivi, la danza non viene proposta come prodotto finito, ma come processo che si condivide, si sperimenta e si ridefinisce costantemente nel rapporto con l’altro.
Un livello importante del festival è rappresentato dal coinvolgimento della comunità locale della danza – club, associazioni e programmi educativi, inclusa la scuola di danza – creando così una continuità tra la scena professionale e la pratica quotidiana della città. Con la partecipazione di realtà come USB, MOT 08 e la Scuola d’Arte di Parenzo, il festival si afferma come uno spazio condiviso di incontro tra diverse esperienze e generazioni.
Il primo giorno apre il festival con un focus sulla percezione e l’interpretazione. Lo spettacolo What do you see, or not del collettivo artistico Yellowbiz Art Collective pone la domanda: cosa stiamo realmente guardando quando osserviamo la danza? In un’epoca di significati accelerati, l’opera destabilizza la sicurezza interpretativa e apre uno spazio a molteplici letture. La danza si manifesta come un campo di incertezza – ma proprio in questa incertezza nasce la sua precisione. I formati laboratoriali che accompagnano il programma aprono inoltre lo spazio al trasferimento di metodologie di lavoro e alla comprensione esperienziale del processo creativo.
Il secondo giorno è dedicato al pubblico più giovane con lo spettacolo Koloplet prodotto dall’Associazione di danza contemporanea Axis, aprendo la questione di come il rapporto con il corpo e il movimento si formi in età precoce. L’approccio interattivo non introduce i bambini solo alla visione della danza, ma alla sua attivazione attraverso l’esperienza – il movimento come strumento di comprensione del mondo. I laboratori che accompagnano questo segmento approfondiscono ulteriormente tale relazione, permettendo ai bambini di esplorare con il proprio corpo ciò che hanno osservato.
Il terzo giorno il festival esce dal teatro ed entra nella città. L’azione site-specific BAZEN, prodotta dall’Organizzazione artistica Škvadra, attiva lo spazio come portatore di significato, ricordando che i luoghi di incontro, gioco e comunità sono allo stesso tempo politici ed emotivi. In questo contesto la danza non rappresenta solo una performance, ma un atto di presenza in uno spazio in continua trasformazione e dissoluzione. La partecipazione di interpreti locali e della comunità rafforza ulteriormente la dimensione dell’esperienza condivisa e della presenza collettiva.
La proiezione del film di danza Bijelo – The Way I Want to Remember amplia ulteriormente il campo del festival, spostando la danza oltre la sua presenza fisica in un altro medium. Il film non documenta la danza – la trasforma. La telecamera diventa uno strumento coreografico, il fotogramma uno spazio performativo e il montaggio una struttura drammaturgica. In questo modo la danza conferma la sua capacità di esistere oltre l’infrastruttura teatrale, mantenendo la propria autonomia artistica.
Il programma discorsivo sul rapporto tra danza contemporanea e identità locale introduce una dimensione riflessiva al festival, aprendo la questione di come il patrimonio non venga preservato solo attraverso l’archiviazione, ma anche attraverso la reinterpretazione. La danza qui non riproduce il patrimonio, ma lo attiva, lo traduce e lo reimmagina continuamente.
Il Porečki plesni festi/VAL non cerca di offrire un’unica immagine della danza. Al contrario, il suo quadro curatoriale insiste sulla pluralità degli approcci, sull’apertura dei processi e sulla differenza come valore produttivo. Il festival costruisce uno spazio in cui la danza non è solo un evento artistico, ma un modo di pensare, un modo di essere e un modo di relazionarsi al mondo.
Testo a cura della selezionatrice del FestiVAL, Alexandra Madsen.